La Danza Popolare con

Cinzia Minotti e Giuseppe Ponzo

 

Il Progetto parte da una presa di coscienza e da un lavoro di ricerca sulle valenze comunicative del movimento e della memoria gestuale collettiva, ancora viva e forte in molte parti dell'Italia centro-meridionale. Si tratta in particolar modo di quelle definite come danze popolari, un patrimonio culturale ampio e ricchissimo di storia che affonda le sue radici in antiche simbologie, riti propiziatori-votivi e non ultimi, curativi.

Spesso l’uso improprio di quest’importante patrimonio immateriale ha portato ad un suo snaturamento, ad una svalutazione di significato e di conseguenza, alla perdita della sua memoria storica, delle sue origini e dei contesti ad esso collegati.

Il Progetto Passi Sonori si propone come scopo principale la rivalutazione e la divulgazione di questo patrimonio, partendo proprio dal contesto che lo ha visto nascere e crescere quando era ancora realmente considerato parte integrante della cultura di una comunità.

Danza Popolare non come fenomeno di moda, non come sporadico evento folcloristico relegato a qualche sagra, ma Danza Popolare come studio di microcosmi che raccontano di eventi storici, di cambiamenti semantici, di culture e sapienze tramandate per molto tempo oralmente e gestualmente, tramite la forma piu’antica di comunicazione: corpo e danza.

 

 

Alberi Sonori può organizzare presso palestre, associazioni, scuole o privati corsi e seminari sulla Pizzica salentina, sulla Tammurriata dell' Agro Nocerino (O' ball 'ngopp o Tammur) e sulla Tarantella Calabrese.

 

 

 

 

Alberi Sonori organizza anche seminari sulle altre danze

dell’Italia Centro Meridionale

in collaborazione con esperti esterni:

 

 

 

 

La montemaranese con i Virtuosi della Tarantella

La ballarella e la saltarella con Anna Anconitano e Silvia Santoleri

La tammurriata dei Monti Lattari con Raffaele Inserra, Catello Gargiulo e Hiram Salsano

La spallata e la quadriglia di Acquaviva Collecroce con Carlo Cicanese, Maurizio D’Amicantonio e Antonio Biacca in occasione della festa del "Maja" il 1 Maggio.

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